L’accordo di mutua difesa tra #ArabiaSaudita, #Pakistan e #Turchia non è una novità se si esamina con più attenzione il dinamismo delle nazioni e accordi già esistenti tra alcune di esse. Sicuramente è interessante che venga presentato come un accordo sunnita, ma bisognerebbe sottolineare che i turchi e i pakistani non sono arabi, e l’elemento comune è proprio l’islam sunnita. L’elemento religioso è un aspetto di forte peso nelle relazioni tra i tre stati, già il Pakistan e la Turchia avevano un accordo militare, di fatto esteso anche all’Arabia Saudita. Questa da quando gli #USA hanno iniziato a smarcarsi dagli accordi di “protezione” sottoscritti durante la Guerra Fredda, ha dovuto sviluppare una propria postura geopolitica difensiva e in alcuni casi, come lo #Yemen, anche offensiva.

Questa alleanza ha diversi aspetti da sottolineare:
(1) sono tre nazioni dotate di forte leadership interna ed esterna con obiettivi imperiali non solo nelle loro aree di influenze. La Turchia aspira a diventare potenza regionale, ma intendendo il regionale come l’estensione dell’antico impero turco.
(2) se la Turchia può vantare di essere la più armata delle tre nazioni, con anche un sistema difensivo equilibrato tra le varie forze (navale, aerea e terrestre), le altre due soffrono nel settore navale, possono valere per quanto riguarda l’esercito e l’aviazione.
(3) di conseguenza la distanza tra di loro rende complesso l’intervento reciproco. Vero è che in diverse occasioni ponti aerei hanno consentito alla Turchia e al Pakistan di supportare gli alleati.
(4) Manca un leader indiscusso che possa supportare gli altri. La forza per esempio della #NATO e del Patto di Varsavia durante la Guerra Fredda era il ruolo fondamentale di USA e #URSS nel fornire tecnologie, strategie e leadership.
(5) Vi sono elementi strutturali deboli, come l’innovazione tecnologica (presente di fatto solo in Turchia), le risorse necessarie (come i minerali rari) ed economie stabili e forti che alimentino la leadership regionale.
(6) L’alleanza nasce per i timori dell’espansionismo iraniano (sciita) e l’interventismo israeliano dopo il 7 ottobre. Il timore, recuperando la riflessione sull’Arabia Saudita, nasce dall’isterica politica estera repubblicana degli ultimi due anni, ma anche da una assenza geopolitica dell’Europa.

Alcune domande:
– la presenza della Turchia nell’accordo, potrebbe favorire la NATO? Probabilmente la risposta è negativa, Istanbul vuole diventare leader autonoma a cavallo di Europa, Asia e Medio Oriente.
– gli accordi di Abramo come si pongono rispetto a questo accordo? Questi sono più articolati di un semplice mutuo-aiuto militare e riguardano l’#Egitto, la #Giordania e gli #EmiratiArabi
– #Europa e #USA come vogliono reagire e gestire questi piccoli poli militari che si stanno creando nel Medio Oriente? Se gli USA proseguono con il disimpegno, l’Europa dovrà per forza riempire gli spazi, pena la insostenibilità del modello democratico e sociale.