Il leader nordcoreano Kim Jong Un è arrivato sabato nella città cinese di confine di Dandong, alla vigilia di un importante anniversario, attraversando un ponte di recente inaugurazione che collega i due Paesi, secondo quanto riferito da Seul.
Kim è giunto a Dandong attraversando il Nuovo Ponte sul fiume Yalu, ha riferito una fonte del governo sudcoreano all’agenzia di stampa Yonhap.

Il premier cinese Li Qiang ha incontrato Kim nella città di confine, alla vigilia dell’anniversario dell’entrata in guerra della Cina nella guerra di Corea.

Pyongyang e Pechino celebrano il 25 ottobre come l’anniversario dell’entrata in guerra delle truppe cinesi nel conflitto del 1950-1953 a fianco della Corea del Nord.

Il leader nordcoreano avrebbe dovuto tornare in patria più tardi sabato, ha riferito Yonhap, citando una fonte del partito di governo sudcoreano.

Kim si è recato in Cina sei volte, l’ultima delle quali risale a settembre 2025 in occasione dell’80° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. Durante quella visita, ha incontrato il leader cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin.

Il leader nordcoreano ha cercato di rafforzare i legami con entrambi i paesi. Il ponte che collega Dandong alla città nordcoreana di Sinuiju, inaugurato all’inizio di questo mese dopo oltre un decennio di lavori, dovrebbe rafforzare i legami economici tra i due paesi.

Il ricordo dell’ingresso della Cina nella guerra di Corea ha diverse valenze, prima di tutto è la commemorazione anche di una vittoria, quella cinese sugli Stati Uniti nella battaglia del bacino di Chosin (nota anche come campagna del lago Changjin), combattuta tra la fine di novembre e metà dicembre 1950. Si tratta di un segnale rilevante, perché le truppe americane furono circondate e solo dopo 17 giorni di battaglia riuscirono a ritirarsi.

Per quanto riguarda la Corea del Nord è il segno di una alleanza con Pechino sempre ben salda, con il riconoscimento del merito cinese per l’indipendenza coreana. Quindi, un debito storico verso la Cina.

Fonte: The Japan Times