Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che rappresenterà l’Italia alla riunione in programma oggi a Istanbul, ospitata dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan e alla quale parteciperanno i rappresentanti di Egitto, Pakistan, Arabia Saudita, Regno Unito, Germania, Francia e Italia per discutere delle questioni regionali, ha risposto alle domande del corrispondente di Anadolu Agency prima della sua partenza per Istanbul.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani illustra gli obiettivi della riunione tenutasi a Istanbul, descritta come un’iniziativa della diplomazia turca che Roma considera “tempestiva e opportuna”.

Obiettivi principali indicati da Tajani

  • Evitare una ripresa della guerra nel Golfo Persico. È indicato come il primo obiettivo: secondo Tajani esistono “molti segnali” che suggeriscono che il conflitto potrebbe riprendere dopo le elezioni americane, ma un tale sviluppo sarebbe dannoso per tutti.
  • Una dichiarazione finale comune. Nelle ore precedenti l’incontro si è lavorato a lungo a un testo che esprima una posizione condivisa dei Paesi impegnati da mesi negli sforzi di pace su Israele-Palestina, Iran e Golfo Persico.
  • Pressione diplomatica sui Paesi coinvolti nei conflitti. L’obiettivo dichiarato è riunire Paesi europei, arabi e del mondo islamico — che condividono l’intento di “porre fine alle guerre” e contrastarne gli effetti negativi — per esercitare pressione sugli attori in conflitto.
  • Russia-Ucraina. Alla domanda sulle aspettative relative a questo dossier, Tajani risponde: “Negoziati per una pace giusta e duratura tra Russia e Ucraina”.
  • Accordo globale sul Golfo. L’obiettivo finale è un’intesa complessiva che affronti tutte le questioni chiave, incluso il programma nucleare iraniano e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

Tajani definisce il Golfo in una fase critica, ma considera un passo positivo i contatti indiretti avviati a New York tra Iran e Stati Uniti, seguiti da reciproche proposte di negoziato. Ribadisce che la diplomazia è l’unica strada percorribile per una soluzione sostenibile e che non vuole credere possibile una ripresa di un conflitto su vasta scala.

L’iniziativa della Turchia sottolinea la iperattività geopolitica di Istanbul che cerca di accreditarsi come leader e potenza regionale nel sud del Mediterraneo e nel Medio Oriente per riprendere quella posizione di potere percepita come naturale. L’Italia ha una posizione mista, da una parte dovrebbe percepire l’attività turca come competitiva in aree come la Libia, mentre dall’altra come membri della NATO costruisce relazioni.

Il tema della Libia è però rilevante visto che la Turchia dialoga sia con gli USA e l’Europa che con la Russia, seguendo una propria traiettoria. Di fatto l’asse Israele-Grecia-Cipro è l’unico veramente attivo nel contrastare l’espansionismo turco.