Sul recente referendum dell’#Islanda ovviamente è partita la solita confusione da parte dei populisti e degli antieuropeisti.
Facciamo il punto.
Il referendum era per trattare l’accordo di ingresso, non l’adesione, che sarebbe stata invece oggetto di altro referendum. Questo primo punto è importante perché la decisione di neanche trattare di fatto esclude una opzione che poteva essere percorsa senza impegno.
Ora il problema degli islandesi è:
1) capire come trovare capitali per finanziare la propria economia (era uno dei motivi della trattativa) visto che l’economia islandese sembra forte, ma non lo è;
2) avere maggiore forza per gestire l’espansionismo russo e cinese (il secondo per di più responsabile di diversi inquinamenti ambientali). L’Islanda è strutturalmente debole sul piano finanziario, in pratica non ha capitali per sviluppare la propria economia che si basa su pilastri deboli e soggetti a fattori ambientali e geopolitici: andamento della riproduzione della zoologia marina; competizione nei mari con i pescatori britannici; infiltrazione cinese nel settore finanziario che segue poi il controllo delle infrastrutture e della politica.
L’Islanda inoltre è debole sul piano militare dissuasivo, anche se fa parte della #NATO e ha un accordo difensivo specifico con gli #USA, ma non ha un proprio rilevante esercito. Inoltre la strategia di smarcamento degli Stati Uniti sta mettendo in pericolo l’Islanda che necessita di un altro partner forte.
Bisogna infine ricordare che sono parte dello Spazio Economico Europeo e di Schengen, quindi normativa praticamente allineata con la nostra, frontiere libere che ha permesso di creare un altro pilastro economico, cioè il turismo. Altrimenti di pesca e di alluminio (per di più con la concorrenza dei cinesi) non si va molto distanti.
Ora l’Europa potrebbe decidere comunque si sostenere l’Islanda dall’esterno per limitare l’espansionismo russo-cinese, investire per supportare il governo islandese e dare prova di utilità. Abbandonare l’isola sarebbe comunque un errore strategico a lungo termine per le esigenze di rotte navali e contesti militari.