Il Regno Unito e la Turchia hanno firmato un nuovo Partenariato di Sicurezza e Difesa durante il vertice NATO ad Ankara, un passo significativo nella loro collaborazione strategica. L’accordo, definito da entrambi come una risposta all’evoluzione del contesto di sicurezza euro-atlantico, mira a rafforzare e istituzionalizzare la cooperazione tra le due grandi alleati europee della NATO.

Il partenariato prevede nuovi meccanismi di consultazione su temi politico-militari come deterrenza e difesa, cooperazione militare, industria e tecnologia della difesa, cybersicurezza, minacce ibride, controterrorismo, resilienza, preparazione civile e spazio.

Entrambi i paesi sottolineano il proprio contributo unico alla sicurezza euro-atlantica e si impegnano ad aumentare la spesa per la difesa, potenziare lo sviluppo delle capacità richieste dall’Alleanza e mantenere solidi legami transatlantici, riaffermando al contempo il reciproco impegno alla difesa reciproca e al Trattato del Nord Atlantico.

L’accordo nasconde anche alcuni elementi sia storici della competizione geopolitica tra i due stati sia le prospettive future nel Medio Oriente. Durante la Prima Guerra Mondiale l’impero britannico si operò per smontare a pezzi l’impero turco, l’operazione guidata da Lawrence d’Arabia e altri ufficiali inglesi portò allo smembramento del Medio Oriente, la definizione di una serie di confini inventati sulla carta e la nascita di una serie di problemi che fino a oggi sono irrisolti. I turchi grazie anche al supporto tedesco vinsero anche due importanti battaglie sugli inglesi. Oggi invece la assenza diretta della Gran Bretagna in Medio Oriente, la presenza di entrambi nella NATO, implica la necessità di accordi reciproci per preservare le aree di influenza, garantirsi supporto reciproco vista la confusione strategica degli USA. E va detto la solita assenza della Unione Europea, di cui entrambe non fanno parte.