La recente conquista di Mocha da parte degli Houthi solleva di nuovo una serie di criticità che si stanno amplificando con le scelte strategiche statunitensi. Prima di tutto la storica alleanza militare USA – Arabia Saudita che la presidenza democratica aveva cercato di salvare, ormai è sempre più in crisi lasciando i Sauditi a dover gestire la propria sicurezza e le dinamiche regionali da soli.

Gli Houthi si possono fermare, se non ridimensionare, solo se la campagna militare è di terra e non di cielo. Bombardare milizie abituate a una grande mobilità sul campo rende il tutto inutile senza dimensionare la loro capacità offensiva. Il fatto che in altre circostanze, come la Libia, abbia funzionato, non implica che il solo attacco dal cielo sia efficace.

Senza il supporto USA, l’Arabia Saudita dovrebbe iniziare una guerra lunga e dispendiosa che non ha dato negli anni precedenti i risultati attesi. D’altra parte liberare la navigazione del Mar Rosso è una esigenza anche europea. La quale però non è abituata a operazioni di guerra, ma solo di pattugliamento e polizia, ma senza definire una ampia e vasta operazione di terra.

L’operazione degli Houthi inoltre rinforza l’Iran o gli fornisce un po’ di respiro dopo due anni di sconfitte e operazioni di contenimento tattico nell’indebolimento dei proxy.

La debolezza culturale europea, le campagne confuse degli USA e una generale incapacità operativa di alcuni stati arabi potrebbe consentire agli Houthi di preservare le loro vittorie. A questo punto bisognerà capire se la Turchia è disposta a giocarsi la prima vera operazione imperiale dopo la Prima Guerra Mondiale.